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Poetry

*

Non voglio scrivere sulla sabbia
e sulla carta men che no.
Io scrivo su carta vetrata
che vi piaccia o no.

A chi leggerà, bruceranno gli occhi,
a chi la sfiorerà, perso nella notte,
pungerà, come in una sera d’estate
il fieno che scivola nel collo.

Graffierà della dita le piccole ossa
bianche come nòccioli di ciliegia,
perché la carta vetrata è pietra,
è polvere di roccia.

Io scrivo su carta vetrata,
quando nell’oscurità riluce dolce
come i sogni sparsi tra le rime,
come dell’uomo amato il viso

PAROLA

Parola, tu sei un fiume sfavillante
nel quale nuda e calda mi immergo,
rimpiangendone l’attimo
e senza comprenderne l’eternità.
Parola, tu sei sangue e carne
dei pensieri che in me fluiscono
da chissà dove.
Amo te e chiunque
sfiori il mio udito
attraverso te,
fiume sfavillante.
Solo in te vivo l’eterno,
bagnandomi in quello stesso luogo
ove sempre,
ove tutti sempre, tutti e sempre.
Lambiscono le parole le mie gambe,
parla la voce del sangue, sussurra e
riempie le volte.
Fiume sfavillante.
Guarda, sono viva.
E solo tu puoi
esserne la prova.

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